Un giardino di Sassi

È sempre arduo individuare un percorso ombreggiato adatto agli afosi fine settimana estivi. Ci sono diversi modi per raggiungere il Sasso Simone, ma gli altri sentieri sono prevalentemente allo scoperto. Perciò abbiamo scelto di partire dal Passo della Cantoniera e attraversare la faggeta lungo il n.118 e n.17.

Mentre parcheggiamo l’auto ci rendiamo conto di aver cannato la giornata: infatti non eravamo informati che si sta svolgendo la Gran Fondo MTB, in senso inverso sullo stesso sentiero che percorreremo. Per fortuna la gara è nella sua fase finale e incontreremo solo gli ultimi ciclisti, poi superata la Banditella non ci sarà praticamente più nessuno.

Stefano è un po’ deluso: con questa confusione, le probabilità che avremo oggi di incontrare animali equivalgono a zero. Meglio quindi concentrarsi sul mondo vegetale. In questi giorni di fine primavera la fioritura del sottobosco è al culmine e riusciamo a portare a casa molti fiori “digitali” che non appassiranno.

La parte che preferisco è il punto in cui si scavalla tra i due Sassi e si intravedono contemporaneamente sia il Simone che il Simoncello. Qui inizia il tratto interessante. Attraversare la frana ai piedi del Sasso mi entusiasma particolarmente per l’unicità del paesaggio, che fino ad oggi avevo visto solo d’inverno. Costeggiamo il massiccio calcareo sotto il sole cocente. La vegetazione multicolore spunta tra i massi e la sagoma rocciosa del Simone si staglia con forte contrasto contro un cielo azzurro intenso.

Arrivati in prossimità del Faggio, la fioritura delle rose canine è una gioia per gli occhi e faccio altre foto. Ci accorgiamo che i cespugli sono “abitati” da una grande quantità di coccinelle. Dopo molti scatti capisco il motivo di questo affollamento: è la stagione degli amori!

Il bello del Sasso Simone è che si può raggiungere solamente a piedi e non c’è un punto di ristoro: due cose sufficienti a far desistere i più. Troviamo comunque parecchie persone che mangiano al sacco e qualcuno si appresta ad arrostire delle salsicce. Sarà che dopo il nevone di quest’inverno la gente ha voglia di uscire più che mai.

Dopo pranzo rientriamo nel bosco seguendo il n.119B e ci ricongiungiamo al sentiero di prima. Si tratta di una passeggiata per nulla impegnativa, tuttavia durante il ritorno risento un po’ dell’umidità che mi fa rallentare. È ancora metà pomeriggio quando ci avviamo verso casa sfoggiando entrambi un’abbronzatura da muratore.

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