La bistecca di Lupin

Ci vuole mezza giornata di pioggia per visitare le falesie di Étretat, in Alta Normandia.

La baia di Étretat rappresenta un’interruzione della bianca scogliera calcarea che si estende per 120 Km sul Canale della Manica, e prende il nome di Costa d’Alabastro. Dai due lati della spiaggia, in entrambe le direzioni, si dipartono i sentieri che portano in cima alle imponenti falesie.

Piove. Scendiamo in spiaggia e prendiamo la gradinata a sinistra. La passeggiata nei punti più esposti è prudentemente dotata di scorrimano, per via del vento fortissimo che ci distrugge in pochi minuti l’ombrello appena comprato. Passiamo attraverso i torrioni di pietra in cui è scavata una breve galleria con piccole aperture. La presenza di alcuni segni sulla roccia e di una casamatta tedesca sulla spiaggia all’inizio dello stradello ci fa pensare che sia stata usata come trincea durante la guerra.

Raggiungiamo il punto panoramico da dove possiamo ammirare una vista del paese e del lato opposto della baia. Non vediamo, perché sono sotto di noi,  il faraglione e il cosiddetto “elefante”, un arco naturale scavato dal mare a forma di proboscide.  In compenso alla nostra sinistra notiamo con sorpresa un’altra formazione molto simile.

La Manneporte

Tornati in basso, saliamo fino alla chiesa di pietra che si trova sull’altro promontorio, quello ad est. Costeggiamo i pascoli, poi cominciamo a scendere verso una delle piccole insenature sottostanti di cui intravediamo incantevoli scorci.

Aria pura ed erba verde tutto l’anno…chissà che ottime bistecche…

Il sentiero che porta alla spiaggetta termina con una scala di ferro arrugginita e corrosa dalla salsedine. Arrivati sotto troviamo un brulichìo di forme di vita marina che sopravvivono in questa terra di confine tra asciutto e bagnato.

Telline appena nate

Anemone

Proprio a Étretat sono ambientate le avventure di Arsenio Lupin, il famoso ladro…noi, invece, ce ne andremo di qui a mani vuote senza metterci in tasca neanche un sassolino. I ciottoli infatti fungono da barriera contro l’azione delle onde, proteggendo le falesie dall’erosione: per questo motivo ne è proibita la raccolta.

Raccogliere i sassi è vietato

Proseguendo torniamo alla spiaggia principale. L’ultimo tratto è costituito da una galleria e da una scaletta di corda, poi bisogna saltare. Restiamo colpiti dal rumore delle onde che arretrando “risucchiano” i ciottoli arrotondati e levigati. Nel frattempo il cielo si è improvvisamente e insperatamente schiarito e il sole inonda la baia facendola apparire completamente diversa.

Nel frattempo, il rapido abbassamento della marea ha scoperto altri scogli e archi naturali che prima erano invisibili.

A questo punto si può tornare al punto di partenza proseguendo sulla spiaggia, ma preferiamo rifare il sentiero a ritroso per scattare ancora qualche foto con questa luce perfetta.

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