C’è vita sul sale

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Due domeniche fa abbiamo preso parte ad una visita guidata nel Parco delle Saline di Cervia. Il giro è iniziato percorrendo un tratto del canale a bordo di una barca elettrica, per poi proseguire a piedi lungo l’argine di una delle vasche che compongono le saline. Di qui con l’ausilio di binocoli forniti dal centro visite abbiamo potuto osservare uccelli marini e di palude: gabbiano comune e reale, sterna, cormorano, cavaliere d’Italia, avocetta, garzetta, fenicottero rosa e persino il raro fratino, un piccolo trampoliere difficile da avvistare, anche per via del suo colore marroncino che lo fa confondere con la sabbia.

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Fratino

Molti di questi uccelli erano intenti a covare le uova. Personalmente avrei voluto rimanere più tempo in questa magnifica oasi, ma trattandosi di una riserva naturale l’unica modalità possibile per accedervi è la visita guidata. Tuttavia, durante la nostra prima giornata “esplorativa” in zona abbiamo raccolto informazioni sui punti di osservazione per compiere in autonomia il birdwatching, nonché sull’offerta di attività varie qui e nel resto del parco del delta del Po, fra cui la possibilità di muoversi in canoa e in bicicletta sulle piste ciclabili.

Terminato il giro in salina ci siamo avvicinati in auto fin dove possibile alla foce del Bevano, e fermandoci lungo un campo abbiamo potuto ammirare una dozzina di gruccioni su un filo della luce, intenti a cacciare insetti. L’eleganza del loro piumaggio ci ha stupito, non credevamo si potessero vedere uccelli così variopinti dalle nostre parti. Hanno un che di esotico, e questa foto un po’ controsole non rende giustizia ai colori. C’è inoltre qualcosa di misterioso nel loro aspetto: osservando la forma del loro becco e la fascia nera all’altezza degli occhi, sembra quasi che indossino un’inquietante maschera medievale.

Gruccioni

Gruccioni

Nei pressi del centro visite della Bevanella siamo stati presi a “male parole” da un gruppo di uccelli isterici che urlavano tutti insieme incessantemente, emettendo una quantità di versi differenti, striduli e ad altissimo volume.  Abbiamo poi scoperto che i rumori provenivano tutti dal becco di un solo pennuto, un cannareccione. Purtroppo non siamo riusciti a rimanere a lungo ad ascoltare il suo sproloquio: le zanzare erano troppo agguerrite e non ci davano tregua. Alle saline, invece, erano del tutto assenti.

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Silenzio, parla il cannareccione.

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