Dolomiti mai viste

Arrivando in Alto Adige mi aspettavo una scena più monotona rispetto allo spettacolo cromatico delle nostre faggete in appennino. Al contrario, in ottobre e novembre anche l’ambiente alpino assume le tonalità dell’autunno. Qua e là, il bosco di sempreverdi si tinge di fuoco e ocra grazie ai larici, che al contrario delle altre conifere diventano rossicci e infine perdono gli aghi.

La terra sembra fumare, come le pendici di un vulcano dopo un’eruzione. Quando le nuvole si diradano per un po’, colpisce il contrasto del cielo azzurro con il grigio e bianco delle vette spruzzate di neve solo in cima. Le Dolomiti così non le avevo mai viste, e non mi riferisco solo ai colori del paesaggio.

Durante il weekend di Ognissanti, in giro non c’è un cane. A Selva Gardena e negli altri paesi della valle è quasi tutto chiuso, i servizi ridotti al minimo. Un prezzo da pagare irrisorio per potersi in cambio godere la natura senza il caos di agosto o del periodo invernale. Questo è anche il momento per rifugi e strutture varie di fare manutenzione. Sarà tutto pronto per l’apertura della stagione sciistica, ma noi non ci saremo. Non siamo avvezzi alla cultura della settimana bianca. La montagna tutta per noi, il silenzio : vuoi mettere? Tre giorni per staccare, e ci rilassiamo con tre passeggiate semplici:

1) Vallunga (Selva Gardena)

Dal centro si seguono le indicazioni per Vallunga. Dal parcheggio si supera la chiesetta di San Silvestro fino a Prà da Rì, lungo un facile sentiero che si inoltra nel parco naturale Puez-Odle. Arroccate sulla parete del monte Stevia, sul lato sinistro, si scorgono le rovine di Castel Wolkenstein.

Il sentiero è quasi pianeggiante e la camminata dura poco più di un’ora. Volendo si può continuare per altre due ore fino al rifugio Puez, ma ce la terremo per un’altra volta. E’ già pomeriggio e le giornate ormai sono corte, il tempo instabile.

Vallunga

2) Naturonda (Passo Sella)

Partendo dal Passo Sella si cammina alla base del Sassolungo per il sentiero n.526 attraverso la Città dei Sassi, poi attraverso ampi pascoli fino al rifugio Comici. Ritorno per sentiero parallelo n.528. La zona è abitata da numerose marmotte, ma purtroppo sono in letargo fino ad aprile.

Gruppo Sella

Gruppo Sella

3) Monastero di Sabiona (Chiusa)

Dopo un piacevole giro per il centro di Chiusa, disseminato di QR code informativi, prendiamo il sentiero a gradoni che in mezz’ora ci porterà al convento benedettino del XI secolo. Passiamo di fianco al castello, purtroppo non visitabile in quanto privato, e saliamo in cima alla collina.

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Del monastero sono aperte al pubblico tre delle quattro chiese. La struttura del complesso è molto grande e imponente, circondata da mura merlate, tanto che scorgendola dalla strada l’avevamo scambiata per un secondo castello. Informandoci sulla sua storia, scopriamo che l’edificio è stato effettivamente occupato da militari e usato a scopo difensivo in due momenti della sua storia.

Al ritorno scendiamo lungo il sentiero alternativo, più lungo ma meno ripido, che si snoda in una serie di tornanti attraverso il bosco. Dall’alto riusciamo ad ammirare le vigne che con le loro brillanti sfumature di giallo caratterizzano il paesaggio della Valle d’Isarco e delle zone più basse del Trentino.

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